Marilyne Andersen

1974

Professoressa al Politecnico federale di Losanna (EPFL), Losanna

"Se c’è un incontro decisivo che ho fatto nella mia vita è quello con mio marito, che ho conosciuto durante l’anno di Erasmus quando studiavo fisica. Abbiamo portato avanti le nostre carriere in parallelo, siamo una squadra, come si dice."

Il mio percorso

Insegno e al tempo stesso faccio ricerca. Sono responsabile di un gruppo di ricerca che si occupa di illuminotecnica nel settore dell’edilizia. Sono stata a lungo decana di facoltà per l’architettura, l’ingegneria civile e l’ambiente. Inoltre, insieme a due mie ex dottorande ho fondato una spin-off che offre servizi specializzati innovativi nel campo del benessere e della salute legati all’illuminazione naturale all’interno degli edifici.

Ciò che mi appassiona. La varietà delle sfide, contribuire a promuovere degli ideali, scegliere le domande da porre, veder crescere professionalmente le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori, condividere le nostre scoperte e applicarle in contesti diversi, trasformare le dinamiche di lavoro e di collaborazione, soprattutto interdisciplinari…

Il mio percorso. Non ho deciso di fare carriera: in realtà la mia carriera è frutto delle occasioni che si sono presentate. Il segreto sta nel riconoscerle e nell’avere il coraggio di afferrarle. Se c’è un incontro decisivo che ho fatto nella mia vita è quello con mio marito, che ho conosciuto durante l’anno di Erasmus quando studiavo fisica. Abbiamo portato avanti le nostre carriere in parallelo, siamo una squadra, come si dice. Poi ci sono i colleghi, i membri dei miei team… Un sacco di gente, insomma.

Difficoltà, ostacoli? Per me i dettagli sono importanti, sono una perfezionista, il che non è facile visto che faccio più cose contemporaneamente. Spesso ho la sensazione di non riuscire a controllare tutto, allora, quando posso, cerco di delegare, di fissare delle priorità. Gli ostacoli che ho trovato sulla mia strada sono legati all’unconscious bias, i condizio- namenti inconsci, paternalismo compreso, e venire etichettata come femminista in quanto donna. Devo però ammettere che, nel mio caso, essere donna non mi ha causato grossi problemi. Noto invece che, nel mondo accademico, le donne in posti di responsabilità sono ancora troppo poche.

Sono orgogliosa di me quando mi accorgo di aver aiutato dei giovani a migliorare e a realizzarsi, ad esempio nel caso dei dottorandi o degli studenti impegnati in progetti come il Solar Decathlon. Per quanto riguarda la ricerca, oggi siamo in grado di formulare tutta una serie di nuovi interrogativi sul benessere, il comfort e la percezione della luce nell’edilizia, settore in cui le nostre scoperte hanno permesso dei progressi riconosciuti da più parti, il che ci gratifica immensamente. Mi piace riunire un gruppo di persone attorno a un’idea, spiegarla e convincere gli altri a portarla avanti tutti insieme.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

La communication visuelle, l’imaginaire, la lumière.

Des personnes qui vous inspirent

Doris Leuthard et Patrick Aebischer.

Un livre & un film

Sapiens : A Brief History of Humankind (Yuval Noah Harari) et Her (Spike Jonze).

Un objet

Une fenêtre

Une couleur

Un arc-en-ciel

Un rêve

Enfant, réussir à faire le grand écart (jamais réussi) ; aujourd’hui, voir mes filles s’épanouir.