Costanza Bonadonna

1971

Professoressa all’Università di Ginevra (UNIGE), Ginevra

"Con un maggior numero di donne in posti di responsabilità sono certa che l’università evolverebbe verso un sistema più inclusivo ed equilibrato."

Il mio percorso

Sono ricercatrice di vulcanologia fisica, professoressa di rischi geologici presso il Dipartimento di scienze della Terra, vicedecana della Facoltà di scienze e direttrice del CERG-C (Certificat de spécialisation en évaluation et management des Risques Géologiques et risques liés au climat).

Ciò che mi appassiona. La ricerca che svolgo con il mio team, gli scambi con dottorande, dottorandi e post-doc e la collaborazione con colleghe e colleghi a livello locale e internazionale su temi con ricadute importanti per la società, come ad esempio l’analisi e la gestione dei rischi geologici. Il programma CERG-C mi permette di lavorare a stretto contatto con scienziate, scienziati ed esperti della riduzione dei rischi sparsi in tutto il mondo.

Ciò che mi motiva è soprattutto il progresso scientifico, l’impegno delle nuove generazioni di scienziate e scienziati, il contributo a una società più consapevole e il potenziamento delle capacità delle comunità soggette a rischi geologici.

Il mio percorso. A ispirarmi è stato un vulcanologo italiano, il prof. Barberi, che era venuto nel mio liceo di Pisa per una conferenza sulla riduzione dei rischi vulcanici. Dopo gli studi all’Università di Pisa, durante il dottorato all’Università di Bristol ho avuto la fortuna di trascorrere un periodo sull’isola di Montserrat, nei Caraibi, proprio durante l’eruzione del vulcano Soufrière Hills. Lì mi sono resa conto che le catastrofi non dipendono solo dalle caratteristiche fisiche e chimiche dell’eruzione, ma anche da quelle sociali, culturali e politiche della popolazione locale. Ho sempre goduto dell’appoggio incondizionato della mia famiglia, delle mie amiche, dei miei amici e dei miei supervisori scientifici, che mi hanno aiutata a crescere e mi hanno offerto delle collaborazioni grazie alle quali ho potuto proseguire le mie ricerche con passione ed entusiasmo.

Difficoltà, ostacoli? La concorrenza nel mondo accademico non favorisce lo sviluppo personale, e ancor meno le doti più spiccatamente femminili come lo spirito di collaborazione, l’apertura e l’inclusione anziché l’individualismo. Le vulcanologhe sono ben rappresentate a livello di dottorato e post-doc, in seguito molto meno. Con un maggior numero di donne in posti di responsabilità sono certa che l’università evolverebbe verso un sistema più inclusivo ed equilibrato.

Sono orgogliosa del mio gruppo di ricerca che serve da modello ad altri e soprattutto alle giovani scienziate. Le mie nuove strategie probabili- stiche sono state tra le prime a consentire di valutare il pericolo di caduta di tefra. Altre hanno come scopo attenuare la minaccia vulcanica nel settore dell’aviazione civile.

Questionario di Proust

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Au-delà de votre profession

Vivre en pleine conscience, en contact avec moi-même et avec la nature dans des environnements coopératifs, ouverts et multiculturels.

Des personnes qui vous inspirent

Margherita Hack, astrophysicienne italienne intéressée par les domaines sociaux et politiques et, surtout, avec beaucoup d’humour. Thich Nhat Hanh, leader spirituel mondial et activiste pour la paix.

Un livre & un film

The Art of Loving (Erich Fromm), The Celestine Prophecy (James Redfield) et Hidden Figures (Theodore Melfi).

Un modèle

Ma mère, sa grande force intérieure, sa passion et son enthousiasme. Le professeur Steve Sparks de l’Université de Bristol, esprit ouvert et humaniste.

Un objet

Le quartz rose

Une couleur

L’arc-en-ciel

Un rêve

Un environnement social et scientifique plus conscient, coopératif, inclusif, durable et en contact avec la nature.