Manon Schick

1974

Direttrice della Sezione svizzera di Amnesty International, Losanna

"Ciò che mi motiva maggiormente è trasmettere energia e speranza – attraverso le mie interviste, le mie conferenze, ma anche ai colleghi – dimostrando che unendo le forze si può cambiare il mondo."

Il mio percorso

Sono direttrice della Sezione svizzera di Amnesty International dal 2011. Collaboratrice di Amnesty International dal 2004, sono stata prima portavoce per la Svizzera romanda e, in seguito, direttrice della sezione Media-Lobbying per tutta la Svizzera.

Ciò che mi appassiona. Cambiare la vita delle persone. Lavorare per un’organizzazione che si occupa della difesa dei diritti umani è un’incredibile opportunità. Far sì che il mondo diventi un luogo migliore, anche se su piccola scala, dà un senso alle mie giornate e a tutta la mia vita. Ciò che mi motiva maggiormente è trasmettere energia e speranza – attraverso le mie interviste, le mie conferenze, ma anche ai colleghi – dimostrando che unendo le forze si può cambiare il mondo.

Il mio percorso. Non ho pianificato la mia carriera. Le opportunità di assumere delle responsabilità in seno ad Amnesty International Svizzera si sono presentate un po’ per caso. Fondamentale è stato il fatto che le persone hanno sempre avuto fiducia in me: i miei genitori, che mi hanno insegnato che nulla è impossibile; i miei insegnanti, che mi hanno incoraggiata, sostenendo al contempo le mie attività extrascolastiche; colleghe e colleghi e responsabili in ognuno dei posti che ho occupato, che hanno creduto nelle mie competenze e mi hanno dato delle responsabilità quando ero ancora giovane e inesperta. Ho la fortuna di godere del sostegno di un’équipe formidabile, molto motivata, e soprattutto di molti volontari e volontarie spesso impegnati da anni.

Difficoltà, ostacoli? Numerose sono le delusioni quando ci si impegna per la difesa dei diritti fondamentali. Passi indietro, leggi discriminatorie decise da presidentesse e presidenti o addirittura omicidi di persone che si mobilitano nel loro Paese: purtroppo le occasioni per demoralizzarsi non mancano! Tuttavia mi rifiuto di arrendermi perché altrove, su questo pianeta, i difensori dei diritti umani hanno bisogno del nostro sostegno, oggi più che mai!

Essere una donna non mi ha mai ostacolata. Anzi, dal momento che Amnesty International Svizzera voleva promuovere l’accesso delle donne a posizioni di responsabilità, ho addirittura beneficiato di una discriminazione positiva. La funzione di dirigente era destinata a una donna. Mi sono presentata e ho preso il timone di una piccola équipe anche senza avere esperienza in questo campo.

Sono orgogliosa ogni volta che Amnesty International permette la liberazione di una o un prigioniero di coscienza, impedisce l’espulsione forzata di comunità indigene oppure ottiene il cambiamento di una legge per autorizzare l’unione tra persone dello stesso sesso. Mi sento orgogliosa di appartenere al movimento che rende possibili questi progressi. In Svizzera sono fiera di aver promosso l’educazione ai diritti umani nelle scuole e per i cittadini e i commenti positivi delle e dei giovani che si impegnano con Amnesty mi convincono che ho fatto la scelta giusta.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

Lecture, cuisine et voyages.

Des personnes qui vous inspirent

Ruth Dreifuss, parce qu’elle n’a jamais cessé de s’engager, et Nelson Mandela qui représente le modèle absolu.

Un livre & un film

Un long chemin vers la liberté (Nelson Mandela) et Cry Freedom (Richard Attenborough) ou Une saison blanche et sèche (Euzhan Palcy).

Un modèle

Je citais toujours un homme, Nelson Mandela, et les femmes modèles manquaient, parce que leur combat est moins médiatisé. J’ai donc écrit Mes héroïnes, des femmes qui s’engagent, pour rendre hommage à ces femmes engagées invisibles.

Un objet

L’objet qui représente Amnesty International : la bougie dont la flamme vacille parfois mais ne s’éteint jamais, et qui apporte de l’espoir même dans les ténèbres.

Une couleur

Le jaune, bien sûr !

Un rêve

Que tous les êtres humains sur cette planète puissent voir leurs droits respectés.