Clélia Chatelain

1991

Ingegnera civile, Ginevra

"Mi emoziono sempre quando penso che, grazie ai miei calcoli, le persone andranno ad abitare in un luogo sicuro."

Il mio percorso

Sono ingegnera civile. La mia è una professione molto varia. Durante la formazione mi sono occupata sia di opere di ingegneria, come gallerie e ponti, che di reti sotterranee, di idraulica, di strade e soprattutto di edifici. Attualmente lavoro per EDMS, dove sono responsabile delle passerelle e degli edifici e mi trovo a seguire da sola grandi cantieri. Come ingegnera mi occupo molto di calcoli, di matematica e di fisica; il mio compito consiste nel rendere realizzabili i progetti degli architetti attraverso, ad esempio, il calcolo della resistenza dei materiali e di mille altri elementi. Inoltre discuto con le équipe in ufficio e mi occupo della parte amministrativa: insomma, non mi annoio mai!

Ciò che mi appassiona. Di fatto, tutto! Adoro il mio lavoro. Mi emoziono sempre quando penso che, grazie ai miei calcoli, le persone andranno ad abitare in un luogo sicuro. Mi piace incontrare gente, trasmettere delle conoscenze. La società per la quale lavoro è per me fonte di motivazione: atmosfera calorosa, amore per il lavoro ben fatto e rispetto per tutti i collaboratori, indipendentemente dalla funzione. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo e, chissà, magari fra vent’anni sarò infallibile!

Il mio percorso. A 14 anni ho visto un documentario in cui una donna veniva ripresa sul viadotto di Millau mentre spiegava il suo lavoro. Ho scoperto che era un’ingegnera civile e mi sono detta: «È quello che voglio fare». Durante il liceo seguivo dei corsi supplementari di matematica perché sapevo che mi sarebbero serviti. Sono poi entrata all’HEPIA, sezione ingegneria civile. Spesso ero l’unica ragazza. L’ultimo anno ho cominciato a cercare lavoro e il sito di EDMS mi è piaciuto. Ho mandato una candidatura spontanea e mi hanno contattata il giorno stesso; sono stata ricevuta dai tre responsabili che, alla fine del colloquio, mi hanno detto che la mia candidatura li interessava e di tornare dopo gli esami. E così ho fatto. Sono stata la prima donna ingegnera civile a lavorare per EDMS.

Mia madre mi ha accompagnata in questo percorso dandomi il suo pieno sostegno. Le mie amiche e i miei amici d’infanzia, che conosco dall’età di tre anni, hanno percorsi diversi, ma possiamo contare gli uni sugli altri. Per me la parola chiave che permette di conciliare tutto è «organizzazione». Lavoro a tempo pieno.

Difficoltà, ostacoli? Il mondo dell’ingegneria è prettamente maschile. È una lotta costante contro i pregiudizi, non solo dei professori, ma anche degli studenti. Quando ad esempio facevo un errore di calcolo, mi sentivo dire: «È normale, non hai il senso dello spazio!». Non era piacevole ma, invece di scoraggiarmi, questo atteggiamento mi ha motivata a fare di più, a lavorare sodo per dimostrare che potevo ottenere gli stessi risultati, se non migliori. Il lavoro nei cantieri è ancora più difficile. So che devo essere più rigorosa degli uomini, non puntare sulla mia femminilità, essere molto professionale. Ma non c’è niente che mi fermi, anzi, è stimolante.

Sono orgogliosa di me stessa, del mio percorso, di ciò che faccio ogni giorno, di mettercela tutta e sono fiera della società per la quale lavoro.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

Du sport trois fois par semaine et passer du temps avec ma fille le week-end, lui faire découvrir des choses.

Des personnes qui vous inspirent

Mes parents qui ont beaucoup travaillé et se sont bien occupés de mon frère et de moi. Ils sont des exemples.

Un livre & un film

Peu de lecture loisir. Je lis surtout des dossiers professionnels et je regarde des documentaires sur les constructions !

Un objet

La bague donnée par ma formidable grand-mère avant de décéder, je ne la quitte pas.

Une couleur

Le vert

Un rêve

Que ma fille soit heureuse toute sa vie et voyager.