Isabelle Harsch

1987

Direttrice di una PMI, Ginevra

"Se sono arrivata fin qui è senza dubbio grazie a mio padre. È lui che mi ha affidato le redini dell’azienda quando avevo solo 28 anni e che ha sempre creduto in me."

Il mio percorso

Dirigo la Henri Harsch HH SA, una PMI a conduzione familiare che si occupa del trasloco e del trasporto di opere d’arte. L’azienda conta 130 collaboratrici e collaboratori, per un totale di quattro uffici (Ginevra, Losanna, Zurigo e Laufenburg). Viste le dimensioni della società e trattandosi dell’azienda di famiglia, partecipo a tutti gli aspetti della gestione: definire le strategie per il futuro; creare e gestire la squadra dirigente; seguire gli indicatori di performance operativi (soprattutto commerciali, finanziari, qualitativi); continuare a far crescere l’azienda sviluppando nuovi mercati e adattando l’organizzazione a questa evoluzione; mettere in piedi e potenziare le collaborazioni strategiche e rappresentare l’azienda verso l’esterno.

Ciò che mi appassiona. Le persone con cui lavoro: la squadra di dirigenti e l’insieme delle collaboratrici e dei collaboratori, la diversità dei miei compiti, il potere decisionale e il mio impatto concreto sull’azienda, le sfide che vengono dalle responsabilità e l’aspetto creativo legato allo sviluppo di nuovi progetti. E ancora l’idea di successo collettivo: raggiungere insieme un obiettivo comune.

Il mio percorso. Se sono arrivata fin qui è senza dubbio grazie a mio padre. È lui che mi ha affidato le redini dell’azienda quando avevo solo 28 anni e che ha sempre creduto in me. È stato un maestro formidabile, presente quando avevo bisogno di lui, pronto a rassicurarmi e a spronarmi con tanto affetto. Poi ci sono le amiche e gli amici, che mi apprezzano per quella che sono e non per il titolo che ho o per la posizione che occupo e che mi riportano spesso con i piedi per terra. I membri del mio consiglio di amministrazione per la loro franchezza. La mia assistente, efficace e fedele. I miei consulenti esterni, che mi hanno aiutata a capire molte cose e a mettere in prospettiva non solo l’azienda, ma anche me stessa.

Difficoltà, ostacoli? Il mio bisogno costante di novità e cambiamento che non offre sempre abbastanza regolarità all’azienda, a volte la mancanza di esperienza e una certa spavalderia. Non ci sono molte donne nel mio settore, ma ho l’impressione che ce ne siano sempre di più della mia generazione! Pochi modelli femminili che ispirino e motivino le donne a diventare CEO. Forse la difficoltà di conciliare una notevole mole di lavoro con la vita familiare, ma probabilmente soprattutto ancora troppa riluttanza ad affidare certi incarichi alle donne.

Sono orgogliosa del mio coraggio: prendere in mano l’azienda a 28 anni non è stata una passeggiata, ho dovuto rimettermi in gioco e imparare velocemente che cosa ci si aspettava da me. Sono anche orgogliosa del mio ottimismo, che mi fa vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e mi permette di motivare ogni giorno la mia squadra. E del mio spirito imprenditoriale e della volontà di migliorare superando i miei limiti.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

Les pèlerinages et les marches en montagne, l’introspection, la nature et le journalisme.

Des personnes qui vous inspirent

Antonella Joannou, ma prof d’équitation (à l’époque où j’avais le temps d’en faire) pour sa force, sa passion, son abnégation, son positivisme et plusieurs de mes professeurs à la Faculté de droit de l’UNIGE, en particulier, le prof. Gabriel Aubert et le prof. Michel Hottelier.

Un livre & un film

Celui que j’écrirai ! :-) En attendant, Le guide des égarés (Jean D’Ormesson) & Wild avec Reese Witherspoon (Jean-Marc Vallée)

Un modèle

Ma mère : pour sa sensibilité, sa perception des situations et la rigueur de ses analyses et mon père : pour sa droiture, son enthousiasme, sa fascination vis-à-vis de ce que peut accomplir l’être humain.

Un objet

Mon casque à musique et mon carnet de voyage.

Une couleur

Le rouge

Un rêve

Enseigner : pouvoir transmettre ce que je crois savoir, tout en continuant d’apprendre des personnes auxquelles on pense enseigner.