Giulia D’Avenia

1991

Orafa e gioielliera, Losanna

"Ciò che mi appassiona è la possibilità di inventare continuamente degli oggetti, delle forme, delle sculture, delle sensazioni tattili nuove…"

Il mio percorso

Sono orafa e gioielliera. Dal 2012 ho il mio marchio, La Brutte.

Ciò che mi appassiona. La possibilità di inventare continuamente degli oggetti, delle forme, delle sculture, delle sensazioni tattili nuove… Mi piace sapere che i miei gioielli diventano parte delle persone che li indossano, magari per tutta la vita, a volte fino alla morte. Dietro a ogni ornamento si nasconde una simbologia intima strettamente legata all’identità di ciascuna e ciascuno di noi: i gioielli permettono di accompagnare questa identità, di affermarla, talvolta di rinnegarla.

Il mio percorso. Sono originaria del Ticino, più precisamente di Lugano. Sono arrivata in Svizzera romanda a quattro anni. Sono cresciuta a Losanna, dove ho frequentato la scuola fino al primo anno di liceo. Lavoro da quando avevo 14 anni. Ho iniziato vendendo mele al mercato della Riponne. Poi mi sono occupata di una bambina di sette anni, a volte per più giorni di seguito. All’epoca avevo 16 anni. Nei fine settimana distribuivo volantini pubblicitari alla rue de Bourg. Ho anche fatto l’assistente ammini- strativa per una gioielleria di Losanna, la hostess di stand pubblicitari e ho condotto sondaggi per alcuni marchi di sigarette. Per un periodo ho lavorato da Denner come aiutante, facevo delle sostituzioni. Poi ho iniziato l’apprendistato e, contemporaneamente, lavoravo come barista al Loft Club nei weekend. Al termine dell’apprendistato mi sono messa in proprio: di giorno lavoravo in laboratorio e di sera al Café des Artisans, per arrotondare. Delle interminabili giornate di 14 ore, per circa sei-sette mesi. Poi ho trovato un posto in una gioielleria, che mi ha permesso di continuare a realizzare le mie creazioni nei giorni liberi. Nel 2017 si è presentata l’occasione di rilevare la gioielleria in cui lavoravo e così mi sono detta che era ora di mettermi alla prova.

Difficoltà, ostacoli? Essere stata ingannata da una fiduciaria e tradita da una persona amica. Datori di lavoro che si sono arricchiti alle mie spalle. Quando si ha bisogno di lavorare ci si sente vulnerabili ed è più facile lasciarsi manipolare. Non credevo in me stessa, non sapevo difendermi, vivevo nella paura. Volevo sentirmi valorizzata.

Sono orgogliosa delle esperienze vissute e della strada fatta fin qui.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

Penser, lire et écrire.

Des personnes qui vous inspirent

Emil Cioran, Charles Bukowski, Gilles Lipovetsky, Noam Chomsky, Friedriech Nietzsche, Boltanski, côté écriture ; Michelle Lamy, Issey Miyake, Azzedine Alaïa, Bradley Soileau, côté mode. Puis Benoît Poelvoorde, Vincent Cassel, Christophe Rocancourt, Mohamed Ali, Ewan Mcgregor et George Kaiser, un ami.

Un livre & un film

Humain, trop Humain (Friedrich Nietszche), Chagrin d’amour (Frédéric Pajak), L’esthétisation du monde ou l’ère du vide (Gilles Lipovetsky), La société du spectacle (Guy Debord) et Where Horses go to die (Antony Hickling).

Un modèle

Narvalle, mon chien.

Un objet

Le scalpel

Une couleur

La couleur du feu

Un rêve

Avoir une cape d’invisibilité.