Daphné Bavelier

1966

Professoressa all’Università di Ginevra (UNIGE), Ginevra

"Ciò che mi appassionna. Spiegare le basi biologiche e neuronali dei nostri comportamenti e studiare l’impatto delle nuove tecnologie sul cervello umano."

Il mio percorso

Sono professoressa ordinaria di neuroscienze cognitive alla Facoltà di psicologia e scienze dell’educazione dal 2011. Nelle mie ricerche studio come il cervello si adatta all’evoluzione, sia attraverso meccanismi naturali (come nel caso della sordità, ad esempio) che con l’allenamento (giocando ai videogiochi). Dimostro che i videogiochi di azione, dall’effetto generalmente considerato nefasto, possono invece avere un’influenza positiva su diversi aspetti del comportamento. Partendo da questo risultato inatteso, il mio laboratorio studia in che modo le nuove tecnologie possono essere utilizzate per favorire l’apprendimento e la plasticità del cervello. Sono anche cofondatrice e faccio parte delle scienziate e degli scienziati che consigliano Akili Interactive, una società che sviluppa videogiochi interattivi con finalità terapeutiche. Inoltre, partecipo a comitati di esperti per il World Economic Forum, come il progetto New Vision for Education: Unlocking the potential of technology, e di recente al Council for Human Enhancement.

Ciò che mi appassiona. Spiegare le basi biologiche e neuronali dei nostri comportamenti e studiare l’impatto delle nuove tecnologie sul cervello umano. E poi la possibilità di fare continuamente scoperte emozionanti, lo scambio intellettuale con colleghe e colleghi e le incognite sempre nuove.

Il mio percorso. Tutto è iniziato con una scoperta inattesa quando studiavo la plasticità cerebrale delle persone affette da sordità congenita. Devo ringraziare le collaboratrici e i collaboratori fantastici che mi hanno sostenuta nel momento in cui la mia carriera è decollata. Dopo gli studi di biologia all’Ecole Normale Supérieure di Parigi, ho ottenuto un dottorato in Brain and Cognitive Sciences al MIT di Boston e ho studiato la plasticità del cervello umano presso il Salk Institute di San Diego. Ho iniziato a fare ricerca al Dipartimento di neurologia dell’Università di Georgetown dopodiché, nel 1999, sono passata al Dipartimento di scienze cognitive e del cervello dell’Università di Rochester.

Difficoltà, ostacoli? Restare umile dinanzi alla complessità del cervello umano e del suo funzionamento. Il mio campo è fluido, estremamente interdisciplinare (neuroscienze, psicologia, etica, intelligenza artificiale): accanto a discipline in cui la presenza femminile è scarsa, ve ne sono altre in cui le donne sono più numerose.

Sono orgogliosa di aver inaugurato una prospettiva inedita sulle nuove tecnologie come i videogiochi, che possono essere utilizzati per aumentare la plasticità cerebrale e migliorare le capacità di apprendimento.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

La vie !

Des personnes qui vous inspirent

Simone Veil et Barak Obama.

Un livre & un film

Candide (Voltaire) et les vidéos autour des premiers pas de l’homme sur la lune.

Un modèle

Le modèle le plus courant en neurosciences qui considère le cerveau comme une machine à prédire.

Un objet

Les montagnes

Une couleur

Le rouge

Un rêve

Pouvoir se dissoudre dans la nature et se transporter instantanément d’un point à l’autre.