Amina Cadelli (Flèche Love)

1990

Artista-attivista, Ginevra

"Assistere alla nascita di un brano, accompagnarlo fino alla sua forma definitiva è un processo che mi tocca nel profondo."

Il mio percorso

La mia più grande speranza è riuscire a toccare le persone con la mia arte e partecipare a una dinamica globale di trasformazione della società. In molti hanno una relazione forte, quasi mistica con la musica. La musica è uno dei miei strumenti, ma sono attratta da tutto ciò che può procurarmi delle emozioni, che mi dà voglia di lottare, di creare.

Ciò che mi appassiona. Creare da zero un mondo artistico che spazia dalla musica all’estetica. Un mondo che nasce dalla mia immaginazione. Passare dalla dimensione delle idee alla realtà tangibile. Un brano per me è innanzitutto un’emozione, un sogno che se ne va a zonzo nel mio cuore. Assistere alla nascita di un brano, accompagnarlo fino alla sua forma definitiva è un processo che mi tocca nel profondo. Mi piacciono anche le collaborazioni, incontrare persone dai percorsi diversi ma con una sensibilità comune, allearsi per creare qualcosa di ancora più grande.

Il mio percorso. Penso sia il risultato di incontri giusti e decisioni azzeccate. Sono arrivata fin qui perché in fondo ho sempre cercato di ascoltarmi il più possibile nella scelta delle persone con cui lavorare o nel prendere decisioni. Ho ricevuto grande sostegno dalla mia famiglia, dalle mie amiche e da qualche persona nel mondo musicale, in particolare da Olivier Boccon-Gibod, direttore della casa discografica Musique sauvage, su cui ho sempre potuto contare fin dall’inizio della mia carriera.

Difficoltà, ostacoli? Un mondo del lavoro poco accogliente per le donne che già hanno tendenza a dubitare delle proprie capacità di creare e innovare. Inoltre, nell’universo musicale, la maggior parte dei posti con potere decisionale è occupata da uomini, spesso non consapevoli delle dinamiche di genere e/o che non hanno voglia di informarsi, perché mettere in discussione un sistema nel quale si hanno dei privilegi significa rischiare di perderli. La sorellanza mi aiuta a superare dubbi e paure.

Ci sono più produttrici di quanto si immagini, ma hanno poca visibilità, così come ne hanno poca le musiciste e le produttrici in occasione di cerimonie come quella dei Grammy Awards o del loro equivalente francese, le Victoires de la musique. E, aspetto fondamentale, le donne sono poco stimolate a diventare delle «geek», a interessarsi alle nuove tecnologie.

Fin da bambine, le ragazze vengono scoraggiate a scegliere determinate professioni. Il messaggio trasmesso loro è che le donne sono più portate per le lingue e gli uomini per le materie scientifiche e, in questo senso, la scuola e i mass-media veicolano molti stereotipi. Ho creduto a lungo che non sarei stata capace di produrre la mia musica senza un uomo al mio fianco: un’idea di incompiutezza instillatami fin da piccola.

Sono orgogliosa di avere fiducia in me stessa, di ascoltare la mia voce interiore, di non lasciarmi condizionare dalla paura e di avere il coraggio di denunciare quello che non va. Sono orgogliosa di avere prodotto il mio album, di occuparmi di ogni dettaglio, di fare il lavoro che sognavo da piccola. E di toccare le persone entrando nella loro intimità in modo discreto, non invadente. È la mia musica che entra nelle loro case, non io, e trovo sia molto bello.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

L’astrologie, le chamanisme, le développement personnel, le voyage, le tatouage, les animaux, la psychologie et les enfants que je considère comme des chamans.

Des personnes qui vous inspirent

Sabrina Pasterski, physicienne américaine, Oum Kaltoum, Khalil Gibran et Denis Mukwege, chirurgien congolais qui reconstruit les femmes violentées.

Un livre & un film

La conférence des oiseaux (Farid Al-Din Attar) et Le labyrinthe de Pan (Guillermo del Toro)

Un modèle

Camille Claudel, la Khaena, Casey, Suzanne Noel, Björk et les femmes sauvages, puissantes, conscientes de leur magie, de leur pouvoir, de leur éros.

Un objet

Du palo santo

Une couleur

Le bleu

Un rêve

Celui de réussir à m’approcher de mon essence, d’être en harmonie avec mon moi lumineux.