Myret Zaki

1973

Caporedattrice della rivista Bilan, Ginevra

"I miei libri hanno permesso di rendere accessibili temi finanziari e concetti particolarmente ermetici sulla speculazione in borsa o sull’evasione fiscale, al fine di accrescere la consapevolezza di tutte e tutti su queste questioni fondamentali."

Il mio percorso

Sono giornalista, saggista e, fino a fine maggio 2019, caporedattrice della rivista economica bimestrale Bilan. In quest’ultima funzione, il mio lavoro consisteva nel collaborare con i miei colleghi della redazione per riuscire, ogni volta, a creare una nuova rivista in grado di riflettere al meglio il nostro savoir-faire in termini di informazioni esclusive raccolte, qualità dei nostri contatti ed eleganza del design. Abbiamo anche creato un sito web all’avanguardia, con video e articoli densi di contenuti, talvolta paragonato a bfmtv.com.

Ciò che più mi appassiona è poter stimolare il dibattito su questioni di società di importanza fondamentale. E che cosa c’è di più fondamentale dell’evoluzione delle nostre retribuzioni e delle eventuali differenze salariali, delle nostre pensioni e dei rischi che le minacciano, della distribuzione della ricchezza nelle nostre società, della geopolitica delle piazze finanziarie e della posizione della Svizzera, ma anche della riflessione sulle ideologie e sui diversi destini dei partiti politici nel nostro Paese?

Il mio percorso. Con la crisi del 2008 ho avuto l’opportunità di scrivere un libro su UBS grazie all’incontro decisivo con Pierre-Marcel Favre, mio editore e maestro. L’inchiesta, svolta negli Stati Uniti, mi ha permesso di fare delle vere e proprie rivelazioni e in seguito di prendere posizione rispetto alla crisi e a tutto ciò che aveva provocato il tracollo dei mercati. In quel momento ho avuto un’audience eccezionale. Nel 2011 un mio video sulla crisi dell’euro postato su YouTube ha ottenuto addirittura un milione di visualizzazioni.

Il mio primo maestro è stato senza dubbio Stéphane Benoît Godet, attuale caporedattore del quotidiano Le Temps. Nel 2001, dopo un periodo in cui avevo lavorato in banca, mi ha assunta alla rubrica economica del giornale. Più tardi, nel 2009, è sempre lui che mi ha scelta per il posto di vicecaporedattrice di Bilan.

Difficoltà, ostacoli? Per mancanza di tempo, di risorse e di energia, non ho potuto portare a termine tutte le inchieste che avrei voluto. Il nostro mestiere ci accorda meno tempo e meno occasioni rispetto al passato per il giornalismo puro… Per quanto riguarda gli ostacoli, è stato difficile fare carriera in banca. Ho fatto un MBA per ottenere maggiore riconoscimento, ma non è bastato. Mi sono rimessa in discussione e ho deciso che il giornalismo faceva più per me che non l’analisi finanziaria nel settore bancario. Anche assumere delle responsabilità nel giornalismo finanziario non è stato facile. Ho fatto introspezione e ho migliorato le mie competenze umane. Un’altra sfida è stata quella di scrivere il mio primo libro: ho dovuto prendere un periodo sabbatico e finirlo in tempo record. In Svizzera le informazioni necessarie non erano disponibili e sono dovuta andare a cercarle negli Stati Uniti. Quando ha avuto successo, mi sono sentita valorizzata più fuori che dentro l’équipe. Ogni volta ho riflettuto sui miei errori cercando di non cadere nel vittimismo perché, in fondo, nel giornalismo c’è maggiore parità che in tante altre professioni, benché soprattutto il giornalismo economico e finanziario rimanga un mondo prettamente maschile.

Sono orgogliosa innanzitutto di aver potuto collaborare con un’équipe brillante come quella di Bilan per nove anni, nella quale si sono creati legami forti e quasi familiari. Insieme abbiamo ottenuto un successo raro in un contesto molto difficile per il nostro mestiere. Una grande soddi- sfazione è stata anche la pubblicazione dei quattro libri-inchiesta che ho scritto tra il 2008 e il 2016, entrati nelle classifiche delle migliori vendite in Svizzera romanda. I miei libri hanno permesso di rendere accessibili temi finanziari e concetti particolarmente ermetici sulla speculazione in borsa o sull’evasione fiscale, al fine di accrescere la consapevolezza di tutte e tutti su queste questioni fondamentali.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

Mes filles (6 et 10 ans), le cinéma, la musique, la course à pied, les livres parlant de spiritualité.

Des personnes qui vous inspirent

Natasha Polony (journaliste) et Ron Paul (politicien américain).

Un livre & un film

The Amazing Results of Positive Thinking (Norman Vincent Peale) et Dragon, l’histoire de Bruce Lee (Rob Cohen).

Un modèle

Des journalistes d’investigation comme Denis Robert, des réussites comme Mediapart ou le Canard Enchaîné m’inspirent. Je regarde aussi les débats à la TV française et malgré tout ce qu’on peut en dire, ils et elles maîtrisent mieux que quiconque l’art du débat contradictoire, compétent, éloquent et informé, ils et elles sont une référence.

Un objet

Un nénuphar

Une couleur

Le bleu saphir

Un rêve

La paix, la plus grande de toutes les richesses.