Maya Hertig Randall

1973

Professoressa all’Università di Ginevra (UNIGE), Ginevra

"In linea generale, la mia è stata una famiglia poco convenzionale, il che mi ha permesso di non dare troppo peso al parere degli altri."

Il mio percorso

Sono professoressa di diritto costituzionale alla Facoltà di giurisprudenza della mia università e mi dedico sia all’insegnamento che alla ricerca, soprattutto nell’ambito dei diritti umani. Come attività accessoria, sono membro dell’Assemblea del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e della Commissione federale contro il razzismo (CFR).

Ciò che mi appassiona. Poter scoprire sempre cose nuove, imparare ogni giorno, occuparmi di questioni sociali nella speranza di dare il mio modesto contributo; il contatto e lo scambio con giovani fortemente motivati e curiosi, nel mio caso studentesse, studenti e assistenti.

La motivazione a lavorare nel mio campo di insegnamento e di ricerca – i diritti umani – è fortissima proprio perché questi diritti devono continuamente essere difesi, riaffermati e adeguati per salvaguardare gli interessi fondamentali della persona umana, soprattutto delle minoranze «poco popolari»… Il senso di quello che faccio mi è assolutamente chiaro.

Il mio percorso. I posti di assistente e di assistente in capo che mi sono stati offerti dal prof. Thomas Cottier dell’Università di Berna sono stati decisivi per la mia carriera, così come il suo messaggio chiaro sul mio potenziale accademico. Ha creduto in me e mi ha insegnato a non arrendermi mai. Anche mia madre ha avuto un ruolo importante: mi ha incoraggiata a intraprendere la carriera universitaria e mi ha consigliato di non tardare a portare a termine gli studi e a realizzare i miei progetti.

Ho potuto contare sia sul sostegno del mondo accademico che su quello della mia famiglia. Mia madre e mia nonna sono entrambe personalità forti e indipendenti che mi hanno sempre sostenuta e sono state per me un modello. Un piccolo aneddoto familiare: quando mia nonna aveva 11 anni, decise di iscriversi agli esami di ammissione al ginnasio, all’insaputa dei suoi genitori contrari a questo progetto e sfidando il parere della sua insegnante, secondo la quale le donne non avevano bisogno di una formazione ginnasiale. Mio padre è stato un vero liberale che amava discutere e che mi ha costantemente spronata a difendere le mie opinioni. Era sempre orgoglioso di me. In linea generale, la mia è stata una famiglia poco convenzionale, il che mi ha permesso di non dare troppo peso al parere degli altri.

Difficoltà, ostacoli? Non avere avuto più tempo per la famiglia e per scrivere un libro. Ritengo che per le donne la difficoltà di conciliare vita professionale e familiare continui a essere un ostacolo fondamentale che può indurle a gettare la spugna ancor prima di fondare una famiglia. A ciò si aggiungono spesso la mancanza di fiducia in se stesse e le reazioni stereotipate di cui le donne sono non di rado vittime.

A Ginevra sono stata la prima donna a essere nominata nel mio ambito e il dipartimento in cui lavoro continua a essere a predominanza maschile. Noto che ci sono sempre più ricercatrici nel campo dei diritti umani, anche se nel corpo docente restano una minoranza.

Sono orgogliosa di poter andare oltre le frontiere linguistiche ed essere presente sia nell’area francofona che in quella germanofona della Svizzera e all’estero; di poter analizzare i problemi in una prospettiva comparativa tenendo conto del contesto sociale, storico e politico.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

Découvrir de nouvelles cultures, l’histoire, la politique, la philosophie.

Des personnes qui vous inspirent

Il y en aurait toute une liste : Olympe de Gouges, Mary Wollstonecraft, Evelin Kempin-Spyri, Helen Keller, Annie Sullivan, Ella Maillart et Nelson Mandela.

Un livre & un film

The Long Walk to Freedom (Nelson Mandela) et Darkest Hour (Joe Wright).

Un modèle

Je n’ai jamais eu un modèle précis que j’ai voulu suivre et essaie plutôt de découvrir dans chaque personne que je rencontre des traits qui m’inspirent.

Un objet

La balance (mais je pense en réalité que des personnes ne peuvent pas être représentées par des objets).

Une couleur

Rouge bordeaux

Un rêve

Faire le tour du monde avec ma famille.