Cristina Zanini Barzaghi

1964

Ingegnera civile, Ticino

"Ciò che mi appassiona è tutto quello che faccio. Ciò che mi motiva è la voglia di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni, lasciare concretamente qualcosa di positivo a chi verrà dopo di noi."

Il mio percorso

Sono ingegnera civile strutturista. Attualmente lavoro come consulente in ingegneria civile, dirigo piccoli cantieri, sono membro di giurie e spesso collaboro a concorsi di architettura. In passato ho insegnato alla SUPSI. Sono anche molto attiva in politica e trovo importante la partecipazione delle ingegnere. Nell’esecutivo di Lugano mi occupo di gestione immobiliare e della promozione di nuovi progetti. La cultura della costruzione appartiene anche alle donne.

Ciò che mi appassiona. Tutto quello che faccio. Ciò che mi motiva è la voglia di costruire un futuro migliore per le nuove generazioni, lasciare concretamente qualcosa di positivo a chi verrà dopo di noi.

Il mio percorso. Ho frequentato il liceo scientifico. Nella mia famiglia nessuno aveva fatto studi superiori, ma i nostri genitori, siamo cinque fratelli e sorelle, ci hanno sostenuti nelle nostre scelte. Ho sempre saputo che sarei andata all’università e, quando ho sentito parlare della professione
di ingegnera, ho cominciato a interessarmene. Ho studiato al Politecnico federale di Zurigo, dove eravamo tre donne su 120 uomini. Salvo talvolta con certi professori, è andato tutto bene. Sono sicura che la mia facilità di apprendimento mi è stata d’aiuto. Tornata in Ticino, ho lavorato in uno studio di ingegneria per sette anni. Sposata, con due figli, mi sono messa in proprio e, cantiere dopo cantiere, ho fondato uno studio con due colleghi (Zanini & Borlini). Insieme abbiamo vinto alcuni concorsi e abbiamo impiegato fino a 15 collaboratori. La mia opera più grande è la centrale di esercizio FFS a Pollegio, a forma di periscopio. Il calcestruzzo armato è il mio elemento ed è stato l’argomento dei corsi che ho tenuto alla SUPSI e del manuale che ho pubblicato: Strutture di calcestruzzo, terza edizione, 2019.

Sono entrata in politica perché penso che ci vogliano delle ingegnere che si occupino del territorio, delle infrastrutture e della conservazione degli edifici: si tratta di questioni estremamente tecniche e non solo politiche. In questi anni mi sono anche impegnata molto in alcune associazioni professionali femminili come, ad esempio, l’Associazione svizzera delle donne ingegnere (ASDI) e in una cooperativa d’alloggio per persone anziane a basso reddito, la Residenza Emmy. Ho sempre potuto contare su mio marito, con il quale condivido le responsabilità familiari.

Difficoltà, ostacoli? Ci sono ancora troppe poche donne nel mio settore a causa dei pregiudizi diffusi fin dalla scuola elementare. Quest’anno, in occasione del 50° anniversario del diritto di voto alle donne in Ticino, conquistato nel 1969, ho ripercorso la nostra storia e mi sono resa conto che, negli anni ’50, le donne erano assenti in tutti i settori. Abbiamo senza dubbio fatto molti passi avanti, cionondimeno quello che mi preoccupa è che tutte e tutti utilizziamo apparecchi elettronici, ma i software continuano a essere sviluppati esclusivamente da uomini giovani e bianchi: niente donne all’orizzonte.

Sono orgogliosa di non annoiarmi mai, di vivere esperienze diametralmente diverse: fare progetti e dirigere cantieri, seguire gli apprendisti, insegnare, occuparmi della contabilità a partita doppia, cogestire la famiglia e aver cresciuto due figli, un maschio e una femmina. Tutto ciò mi permette di avere una visione globale.

Questionario di Proust

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Au-delà de votre profession

Je suis plutôt sédentaire. J’aime lire et cuisiner ; les travaux qui lient l’intellect et le manuel, comme le tricot et le patchwork, avec géométrie et couleurs.

Des personnes qui vous inspirent

Marie Curie, découverte petite fille, elle m’a définitivement marquée au-delà de la science : son espoir dans le futur et son courage dans la vie privée. Et puis Jürg Conzett, actuellement le plus grand ingénieur civil suisse, Fabiola Gianotti physicienne et directrice du CERN et beaucoup d’autres femmes surtout.

Un livre & un film

Frauen im Laufgitter (Iris von Roten), bible féministe suisse, encore très actuelle et Les figures de l’ombre (Theodore Melfi), histoire des mathématiciennes afro-américaines à la NASA dans les années soixante.

Un objet

Ma vieille calculatrice HP modèle 11C

Une couleur

Le rouge

Un rêve

Le double de femmes ingénieures d’ici à dix ans, on est à 10%…