Anne Tanguy

1973

Direttrice di teatro, Besançon

"Sono convinta che ognuno di noi contribuisca alla costruzione delle nostre società. Credo nella capacità dell’arte di promuovere l’emancipazione degli individui."

Il mio percorso

Sono direttrice della Scène nationale de Besançon dal 2011. Da vent’anni mi impegno affinché le persone possano incontrare l’arte, prestando eguale attenzione alla dimensione umana e all’opera, articolando i desideri e i percorsi delle artiste e degli artisti in relazione ai territori. Responsabile di équipe e manager al tempo stesso, esercito con entusiasmo una professione ricca di sfaccettature che richiede un investimento umano e professionale in cui confluiscono sensibilità artistica, gestione finanziaria, negoziazione politica, animazione di équipe e creatività.

Ciò che mi appassiona. Sono convinta che ognuno di noi contribuisca alla costruzione delle nostre società. Credo nella capacità dell’arte di promuovere l’emancipazione degli individui. Per me è un piacere discutere con le artiste e gli artisti dei loro progetti, macinare chilometri per scoprire spettacoli teatrali, circensi e lirici oppure l’ultima creazione di una certa coreografa o di un certo coreografo… Vedere come funzionano modelli diversi dai nostri, per perfezionarli, inventarne di nuovi e costruire quelli di domani. Edificare uno spazio di pensiero, di ricerca e d’innovazione che favorisca lo sviluppo di una società più solidale e più valorizzante per ognuna e ognuno di noi.

Il mio percorso. Terminati gli studi di geologia, mi sono interessata alla geoarchitettura e ho incontrato figure artistiche e opere determinanti per le mie successive scelte professionali. Ho dato ascolto ai miei desideri e ho avuto fiducia nel futuro. Ho lavorato prima nel mondo della danza, grazie al programma «Lavoro per i giovani», e poi come incaricata della produzione e della diffusione per un coreografo. Solo dopo aver costruito una rete di relazioni con i miei «mentori» e maturato una solida esperienza mi sono presentata per dirigere un teatro, 13 anni fa. Chi mi sostiene: le équipe e la mia famiglia.

Difficoltà, ostacoli? Dover continuamente difendere e giustificare gli stanziamenti per la cultura davanti ai politici. Il fatto che la percentuale delle donne responsabili di luoghi di creazione, spesso strutture con poche risorse finanziarie, sovvenzionati dal Ministero della Cultura, sia di appena il 30%. Senza dimenticare che le 100 imprese culturali più grandi sono, nove volte su dieci, dirette da un uomo. Nelle istituzioni pubbliche e nelle aziende dell’audiovisivo pubblico, le donne sono sovrarappresentate tra le dipendenti e i dipendenti meno retribuiti e decisamente sottorappresentate tra quelli con i compensi più alti. Nella maggior parte dei settori, le donne sono escluse dal riconoscimento artistico. Dal 1970, un solo film realizzato da una donna ha ottenuto la Palma d’oro. L’editoria è uno dei rari settori in cui le donne ricevono dei premi, malgrado le giurie siano composte prevalentemente da uomini.

Mi impegno per sviluppare progetti artistici intrecciando collaborazioni con altre strutture culturali. Un esempio è la coOpérative, progetto militante al servizio dei cittadini. O ancora LaBe23, progetto INTERREG Francia-Svizzera 2014-2020, che, così come la strada europea E23 collega Besançon e Losanna, vuol essere una passerella tra Les 2 Scènes e il Théâtre Vidy-Lausanne al fine di aumentare l’offerta culturale e mettere in comune mezzi, risorse e relazioni.

Questionario di Proust

Questo riquadro viene presentato nella lingua originale
Au-delà de votre profession

L’art sous toutes ses formes, l’être humain, la nature et le sport.

Des personnes qui vous inspirent

Marie Curie, je lui dois bien ça, elle m’a sauvé la vie.

Un livre & un film

Narcisse et Goldmund (Hermann Hesse) et Persepolis (Marjane Satrapi et Vincent Paronnaud).

Un modèle

Étrangement, ce sont des femmes qui ont été des modèles, certaines pour avoir été de grandes artistes alors inconnues, d’autres pour leur militantisme. Toutes m’ont fait très vite prendre conscience que les femmes doivent travailler souvent davantage que les hommes pour agir librement.

Un objet

Un tangram

Une couleur

Le orange, couleur porteuse d’optimisme et d’ouverture d’esprit.

Un rêve

Faire un vol spatial pour regarder la terre depuis l’espace. Et s’il reste assez de carburant, pousser jusqu’à la lune !